Giovedì 07 Settembre 2017 – Prof. Avv. Piero Gualtieri: Sistemi processuali a confronto

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Un caro amico rotariano ma soprattutto un professionista di enorme preparazione il Prof. Avv. Piero Gualtieri, già membro del nostro club dall’ A.R. 1979/1980 fino all’ A.R. 1983/1984 e successivamente socio fondatore e tutt’ora in forza al R.C. Riccione-Cattolica che ha presieduto per due volte.
Introdotto dal Vice Presidente Alessandro Andreini, il graditissimo ospite e relatore regala ai presenti alla conviviale presso il Grand Hotel una importante serata di approfondimento in merito a tematiche di assoluto rilievo quali quelle inerenti ai sistemi processuali vigenti nei principali stati del mondo. Un argomento di estremo interesse per tutti i cittadini che, loro malgrado, un giorno potrebbero essere coinvolti in un processo penale. Una materia che meriterebbe di essere maggiormente conosciuta ed approfondita fin dall’epoca scolare come suggerisce Paolo Pasini nel proprio intervento.
Dotarsi di un sistema penale è una primaria esigenza per tutti gli stati onde disporre di uno strumento per mantenere la pace sociale. Esistono sistemi penali “inquisitori”, tipici delle dittature, a porte chiuse, ove la verità ha da essere ricercata con ogni mezzo, ed esistono sistemi “accusatori” come quello vigente nel nostro paese. Tipico dei sistemi dei paesi anglosassoni è la presenza di una giuria composta da semplici cittadini, ai quali è demandato il solo giudizio di colpevolezza o innocenza, con giudice competente a dirigere il dibattimento ed a stabilire la pena, con sentenza immediatamente esecutiva ed inappellabile salvo vizi di forma nella conduzione del processo. In Inghilterra i Giudici sono nominati dal potere politico tra gli avvocati. Negli Stati Uniti i Giudici della Corte Suprema sono nominati direttamente dal Presidente con il beneplacito del Senato, e non necessariamente tra gli avvocati. Anomalia del nostro sistema è quello della promiscuità delle professioni di P.M. e Giudici che possono interscambiarsi i ruoli e di fatto risultare comunque “colleghi”. Di qui la problematica della separazione delle carriere, questione non ancora risolta. Una magistratura che in Italia oggi prevale sulla politica, una magistratura che spesso vive una profonda divaricazione tra codice legale e codice reale, con decisioni nella stragrande maggioranza dei casi dettate da precedenti sentenze della Corte Costituzionale e dunque a volte poco attinenti al caso specifico e reale. Una magistratura che, per consuetudine, di fatto spesso non procede in caso di alcuni reati previsti dal codice, primo tra tutti quello il reato di clandestinità.