Giovedì 3 settembre 2026 – Debora Canuti, nuova socia, si presenta alla “rotonda” del Nettuno

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Scopriamo qualità professionali ed anche umane fuori dal comune quando nuovi soci come la dottoressa Debora Canuti parlano di sé. Con la naturale dolcezza e determinazione che ne contraddistinguono il carattere Debora Canuti ha ripercorso assieme ai soci del club il proprio viaggio professionale ed umano, caratterizzato da incontri fondamentali con persone straordinarie quali il dott. Alberto Ravaioli e il prof. Giovanni Spigolon.

La consapevolezza di svolgere una professione, in ambito di screening oncologico, di grande importanza per le persone, a volte determinante per la loro stessa vita. Una bellissima e suggestiva serata, che, nonostante il caldo persistente, ha visto la partecipazione di molti soci, consorti e della ospite di Patrizia Farfaneti Ghetti, dott.ssa Francesca Di Blasi, su una delle più belle terrazze di Rimini, quella della rotonda del Nettuno la cui storia è stata sinteticamente stigmatizzata dal Presidente Masini all’inizio della serata.

Il luogo ricorda a tutti la celebre canzone di Fred Bongusto “Una rotonda sul mare” del 1964, ma da recenti informazioni, nonostante il forte legame del cantante con la città e la Romagna, il testo di Migliacci pare avere tratto ispirazione dalla simile struttura che ancora oggi sorge sul mare di Senigallia, sorta nel 1932, un anno prima della nostra. Siamo stati dunque ospiti di uno dei rari esempi superstiti di architettura balneare che ricorda una piattaforma che emerge dal mare con forme geometriche perfette profondamente legate alla corrente del razionalismo italiano tipico dell’epoca. Un razionalismo integrato con eleganti contaminazioni decó. L’impiego del cemento armato, materiale innovativo per l’epoca, che consente di plasmare forme più libere rispetto alla muratura tradizionale. L’accesso è costituito da un pontile che pare voler sottolineare una netta separazione tra la terra ferma e il mare, la luce entra in grande quantità e uniformemente attraverso le grandi vetrate a nastro, le ringhiere tubolari in metallo, le scale ripide e i profili aerodinamici degli orizzontamenti di piano richiamano anche le forme di una nave transatlantica con un’analogia formale tipica del razionalismo applicato alle città balneari, con evidenti riferimenti speculari al complesso architettonico delle “Navi” di Cattolica o della colonia “Novarese” di Miramare. Per tantissimo tempo è stata uno dei simboli della Rimini balneare, con i suoi spettacoli, le danze, gli ospiti illustri e i paparazzi.